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Jupiler Pro League 2015-16: Week #28

di Aniello Luciano (@AnielloLuciano)

La Jupiler Pro League è come un letto di un fachiro. Impossibile dormire sonni tranquilli, se non si è in grado di mantenere la calma, meditare sulle vittorie e gestire il “dolore” di una sconfitta.
E così il chiodo del Club Brugge, fisso e chiamato scudetto, torna a tormentare il petto di Preud’homme, gonfiato da una serie di sette vittorie consecutive  ed ora a stretto contatto con quello del KAA Gent, rialzatosi dopo gli scivoloni degli ultimi tempi con il 3-1 al Lokeren, in cui si è rivista in gran spolvero la diga formata da Renato Neto (sua la rete del vantaggio, con una pregevole mezza rovesciata all’altezza del dischetto) e Kums.
Tutto resta ancora in gioco, perché dai play-off in poi conterà, divario di partenza permettendo, solo chi è più in forma, ed ora al livello dei nero-blu ci sono solo il Genk, guarda caso il giustiziere domenicale di Butelle, e lo Standard, virtualmente dieci punti dietro e fuori dalla top 6 ma capace di momenti di gran calcio. Ma andiamo con ordine.
La panchina numero 100 di Preud’homme con i Blauw en Zwart, si diceva, non è stata memorabile ma è diventata scomoda solo in secondo momento, quando un errore grossolano di De Bock (trattenuta su Walsh già a terra, a palla distante) ha rimesso in corsa gli uomini di Peter Maes, capitolati intorno al quarto d’ora per mezzo di un’azione corale davvero ben costruita, iniziata e conclusa dal terzino destro Meunier, fra i migliori della gara. Il rigore di Karelis ha contribuito a dare alla squadra di casa, una sicurezza al Cristal Arena, la fiducia nei propri mezzi, un elemento che non si mai sedimentato nella mente del gruppo ma che era apparso con maggiore continuità con l’arrivo del centravanti greco e di Malinovskyi, centrocampista di scuola Shakhtar Donetsk, che con un mix di ordine e geometrie ha favorito la crescita di Pozuelo, oggi non più trequartista lezioso ma un giocatore capace di mettere la gamba e collegare i reparti.

Quello che potrebbe diventare, placato l’ardore giovanile, Leon Bailey, sinistro d’alta scuola e animo da combattente.

Gioia anche per Samatta (foto sotto, © photo belga), attaccante classe ’92 nato in Tanzania ma prelevato poco più di un mese fa dai congolesi del TP Mazembe. Al premio di miglior giocatore d’Africa e un posto nella top XI 2015 del Continente Nero (al fianco di Yaya Touré, Yacine Brahimi e Pierre-Emerick Aubameyang), conseguiti ad inizio anno, si aggiunge il primo gol nel campionato belga. Un altro sfidante verso la corsa al titolo per Refaelov, Diaby e Vormer, tutti a riposo nel week-end.


Un nome che terrà sicuramente in considerazione anche Vanhaezebrouck, felice per aver ritrovato i suoi Bufali, almeno sotto l’aspetto motivazionale che ha animato i big della rosa, fra cui Dejaegere, autore di una bella marcatura, e Matton. Un ritorno all’antica che non ha rimesso in moto la macchina perfetta della prima parte della stagione (e la paura generata del momentaneo 2-1 di Harbaoui ne è l’esempio lampante) ma almeno i binari sono quelli giusti: buone spaziature, inserimenti sui tagli centrali degli esterni, campi di gioco rapidi e puntuali.
Hanno altro a cui pensare, invece, Hasi e Ferrerra, che si sono annullati a vicenda nel Clasico.
Il primo si è comunque dichiarato soddisfatto per la reazione del suo Anderlecht, in settimana vittorioso in Grecia in Europa League, che non ha risentito della stanchezza, aggredendo fin da subito il portatore di palla dello Standard. Una mossa che ha pagato nel gol di vantaggio di Suárez, sembrato in ripresa come il compagno di reparto Okaka, tornato a scrivere il proprio nome sul tabellino di gara dopo quattro giornate e tre panchine.

È piaciuta meno l’attenzione sui calci piazzati, ormai un “difetto di fabbrica” dei Paars wit, e la copertura delle fasce, con Nájar e Büttner lasciati spesso nell’uno contro uno con gli arcieri più precisi dei Les Rouches, Dossevi, nominato giocatore Playstation del mese di Febbraio, e Edmilson Jr., bravo a raccogliere un lancio di cinquanta metri di Trebel e a depositare la palla alle spalle di Proto.

La mancanza di concentrazione e continuità è anche il problema maggiore di Ferrera, il cui destino è salvo solo per merito del Waasland-Beveren, tornato da Charleroi con 3 punti in tasca. Una vittoria che condanna proprio le Zebre di Mazzu ad una disperata corsa per l’ultimo posto disponibile nei play-off: oltre al già citato Standard, si giocheranno le ultime carte lo Zulte Waregem e il Kortrijk, quest’ultime due messe una di fronte all’altra dal calendario nel prossimo e penultimo atto della JPL. Turno che vedrà di fronte anche Standard e Genk.
Cosa si può voler di più dalla vita di calciofilo?

I risultati della giornata

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La classifica