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La seconda vita de “El Turco” | La segunda vida de “El Turco”

Emerso nell’Hurácan a suon di gol, nell’estate del 1991 Antonio Mohamed vince la Copa América con la nazionale argentina (pur senza mai scendere in campo).
Intanto la Fiorentina acquista il suo cartellino per girarlo in prestito al Boca Juniors, sbloccando l’arrivo in Italia di Gabriel Omar Batistuta con un anno d’anticipo. Una trattativa complessa e che prevede anche la permanenza a Buenos Aires di Diego Latorre, già preso dalla stessa Viola, sempre in prestito.

Mohamed 1Mohamed non lascerà un segno indelebile negli Xeneizes e, in seguito, nell’Independiente; non vestirà nemmeno più la maglia dell’Albiceleste.

Dal 1993 in poi l’attaccante giocherà in Messico, difendendo bene soprattutto i colori del Toros Neza e del Monterrey e segnalandosi anche per il fare estroverso, le acconciature variopinte e una certa pinguedine.

Mohamed 2Intrapresa la carriera di allenatore, nel luglio del 2006 Mohamed si trova in Germania per seguire i Mondiali.
Percorrendo l’autostrada A4 tra Dresda ed Eisenach, a bordo di un caravan con il figlio Farid e tre amici, a un certo punto viene tamponato da un’auto sopraggiunta a velocità elevatissima.

Per lui nessuna grave conseguenza, a parte una frattura alla gamba. Il bambino di nove anni, invece, morirà pochi giorni dopo all’ospedale di Jena.

Superata la tragedia, Mohamed prosegue a cimentarsi in panchina.
Nel corso degli ultimi anni El TurcoRicardo Antonio Mohamed Matijevich: origini mediorientali da parte di padre e slave da parte di madre – si è tolto diverse soddisfazioni.
Mohamed 4Facendo la spola fra Argentina e Messico, nel 2010 ha vinto la Copa Sudamericana con l’Independiente e nel 2012 e 2014 ha conquistato il Torneo Apertura, rispettivamente con il Club Tijuana (alla prima affermazione in assoluto) e il Club América.

Dopo undici giornate del Clausura 2016, oggi Mohamed si trova in testa alla classifica della Liga MX alla guida del Monterrey, in cerca di un nuovo trofeo da dedicare alla memoria di Farid.

Un motivo in più per simpatizzare per Toni, la cui avvincente storia è stata appena raccontata nella biografia “El Turco, Una Vida Llena De Pasiones” (scritta dal giornalista argentino Leandro Sánchez, con i contributi di Alfio Basile e Miguel Herrera).