Mario Yepes, il nuovo allenatore del Deportivo Cali

Bogotà, Medellin, Cali. Dall’Atlantico al Pacifico fino all’Amazzonia.

Un solo grido

“Era gol de Yepes” o, modalità web, #eragoldeYepes.

È stato il tormentone di un Paese e di un popolo, che non si accontentava di tornare alla normalità di gioire per il fútbol: Mondiale stava fuggendo. Perché il gol regolare del suo capitano non era stato convalidato (giustamente, peraltro) contro il Brasile, durante la Coppa del Mondo 2014.

Raccontava un addio, ma in qualche modo anche la festa della domenica del villaggio.

E celebrava un campione. Di quelli che amano un po’ tutti, perché non è solo per come comandi una difesa che sarai giudicato, quando entri in campo con quel cuore che fa distretto. Sudi e lotti con la camiseta della Selección Colombia: l’anima di chi gioca per te, prima di tutto, lo percepisci.

yepes golMario Yepes è nel cuore del popolo colombiano. Con la nazionale cafetera era in campo anche nella Copa America vinta nel 2001, al fianco del capitan Iván Ramiro Córdoba poi ha girato il mondo, passando anche per l’Italia, e dimostrando ovunque e coi fatti che al centro della difese pure di squadre celebrate, lui, Mario, ci poteva stare. Poi ha chiuso in Sudamerica e da pochi giorni si è seduto su una panchina per allenare.
yepes deportivo cali

È quella del Deportivo Cali, proprio dove era partita la favolosa parabola del Mario Yepes calciatore era cominciata. Favoloso semillero di talenti, il Deportivo Cali ha costruito e vinto con i ragazzi, anche ultimamente.
Da loro, è necessario ripartire: anche da chi come Santos Borré, a breve varcheranno l’Atlantico per misurarsi col calcio europeo.

Alla prima, ha subito portato a casa i tre punti.

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Chi lo conosce bene, come il giornalista Andrès Botero, lo racconta a MondoFutbol.

Vamos gran Capitan, y suerte por todos, Mario.