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Calcio e politica, l’amore per il pallone di Martin Schulz

Fussball war mein Ein und Alles.

Il calcio era tutto il mio mondo.
Così Martin Schulz, 61 anni, ex presidente del Parlamento Europeo, leader della SPD, il partito socialdemocratico tedesco e attuale candidato alla poltrona di cancelliere della Germania alle elezioni del 24 settembre, ha definito il suo rapporto con il calcio. Con quelle parole, le stesse che normalmente si scambiano le coppie di fidanzati, ha scritto la sua dichiarazione d’amore al Gioco, impressa sulle pagine della sua biografia, lui che di mestiere ha fatto il libraio. Una passione nata a Würselen, la città del Nordrhein-Westfalen, dove Schulz è cresciuto, un pezzo di Germania, allora dell’Ovest, al confine con Belgio, Olanda e Lussemburgo.

Un luogo di incroci, dove si vota SPD, si respira l’aria delle miniere e si gioca a calcio.

La squadra locale, il Rhenania, nel 1949 era stata promossa nella Oberliga West e gli Schwarze Teufel, i “Diavoli Neri”, avevano sfidato colossi come Borussia Dortmund e Schalke 04 anche grazie ai gol di Josef Derwall, per tutti Jupp, futuro CT della Nazionale tedesca campione d’Europa nel 1980. Questi trionfi, di cui il bambino Martin conosceva ogni dettaglio avendoli sentiti raccontare decine di volte, sono il combustibile di una passione che diventerà una vera e propria malattia.

A otto anni Schulz inizia a calcare il Lindenplatz, il campo che si trova a pochi metri da casa sua e che abbandonerà alla soglia dei venti. Metterà il pallone davanti a tutto, anche agli studi in una scuola cattolica e alla politica, lui tra l’altro ultimo figlio di una donna dichiaratamente sostenitrice della CDU.

I miei compagni di squadra erano le persone più importanti della mia vita, se avessi potuto ci sarei anche andato a letto con il calcio,

ha spiegato Martin nella biografia scritta da Margaretha Kopeinig.
Non un fenomeno di talento, ma un membro insostituibile delle varie formazioni. “Non era il giocatore del secolo – ha spiegato il suo ex compagno di squadra Franz-Josef Hansen in un’intervista concessa nel febbraio 2017 al sito Nordbayern.de ma un calciatore robusto, veloce e determinato”. Il suo ruolo è terzino sinistro e il suo modello è Wolfgang Weber, il difensore della Nazionale tedesca che nel 1966 segnò il gol del 2-2 nella finale del Mondiale contro l’Inghilterra e soprattutto bandiera del Colonia.

I Geißböcke sono la squadra per cui batte da sempre il cuore di Martin, tanto da dichiarare in un’intervista del 1 settembre 2017 alla Sport Bild

La mia Bibbia era Kicker, il mio dio era Wolfgang Overath.

Una buona carriera giovanile che ha il suo punto più alto nel 1972, nella categoria B-Jugend, l’equivalente degli Allievi. Con questo gruppo, che Schulz in un’intervista del 2017 al magazine 11 Freunde, ha definito “giovane, affamato e che si impegnava molto, l’ex presidente del Parlamento Europeo arriva a giocare sia una partita contro l’Olanda con la maglia della Nazionale giovanile di categoria (per l’occasione, composta di fatto dai ragazzi del Rhenania Würselen) sia una finale dell’allora campionato della Germania Ovest contro lo Schalke 04. “Per buona parte della partita – ha raccontato sempre a 11 Freundeeravamo 1-1, poi il nostro portiere (Arno Dömgörgen, l’unico tra l’altro ad aver poi giocato da professionista nel Fortuna Köln, nda) ha fatto una papera e abbiamo presto subito anche il 3-1.”

Il percorso da calciatore di Schulz si fermerà un paio di anni dopo quella sconfitta, nella categoria A-Jugend, a causa di un grave infortunio al menisco. L’abbandono di quello sport, da cui ha ammesso in più occasioni di aver imparato il valore del “Teamgeist“, lo spirito di squadra, marca anche l’inizio del periodo più buio della vita di Schulz, segnato dalla sua dipendenza dall’alcol, terminata nei primi anni Ottanta. Ci uscirà con una grande forza di volontà, la sua passione per la cultura e l’impegno in politica. Sarà consigliere comunale e poi sindaco di Würselen per 11 anni, verrà eletto al Parlamento Europeo di cui diventerà presidente e ora sfida Angela Merkel, altra appassionata di calcio e simpatizzante fin da ragazza dell’Energie Cottbus, per diventare cancelliere.
Una lunga parabola in cui la passione per il pallone è rimasta sullo sfondo, ma che non si è mai placata.

Essere tifosi del Colonia è una specie di disposizione d’animo,

ha detto mentre nel luglio 2017 mentre, in abiti formali e cravatta, zompettava sul campo del RheinEnergieStadium per un evento della campagna elettorale.

Due suoi pupilli giocano o hanno vestito recentemente la maglia del Colonia: Neven Subotić, apprezzato anche per il suo impegno per la comunità, e ora tornato al Borussia Dortmund, e Jonas Hector. “Indipendentemente dalla posizione, è un giocatore straordinario. Mi ha fatto impressione che alla fine dell’allenamento si sia messo a raccogliere i palloni”, ha detto del giocatore tedesco.
Schulz non ha mai dimenticato il suo Rhenania: ancora oggi, a volte, va a vedere le partite della formazione, che adesso gioca tra i dilettanti. “È stato bellissimo quando ci è venuto a trovare (durante una festa di Natale in cui si onoravano i 50 anni di Schulz come socio del Rhenania Würselen, nda): non era il presidente del Parlamento Europeo, il candidato cancelliere, ma solo Martin della Mittelstraße, quello che nel più bel dialetto del mondo raccontava le storielle che facevano ridere tutti”, ha raccontato il suo ex compagno Zitzen a Manfred Otzelberger, autore di “Martin Schulz – Der Kandidat: Die Biografie”.
Martin, che ora coltiva qualche (tenue) speranza di guidare la Germania e che in campagna elettorale si è espresso a favore di un tetto per gli ingaggi dei calciatori, a una cosa di sicuro non rinuncerà: quella di godersi il Gioco, anche dal vivo:

Sono un tifoso da quando ho la facoltà di capire qualcosa, vado a vedere il calcio perché mi piace. E di quello che ne pensano gli altri, mi importa poco.

Foto Copertina ©Dpa
Foto Rhenania Würselen ©Frame filmato Reuters
Foto maglia Rhenania Würselen © Henning Ross/stern
Foto Rhenania 1972 © Hans Peter Kastenhuber
Foto Martin Schulz Colonia ©Imago