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Mauricio Pochettino, allievo di Bielsa e trascinatore del Tottenham

Posso vedere le gambe di suo figlio?… Sì, decisamente: sono gambe da grande giocatore!

La carriera calcistica di Mauricio Pochettino inizia molti anni fa, alle due di mattina di un giorno qualunque. Un genio visionario, Marcelo Bielsa, all’epoca assistente di un altro genio nella formazione di giocatori, Jorge Griffa, bussa alla porta di casa Pochettino: in città gli hanno detto che il miglior giocatore di quel villaggio, Murphy, profonda provincia di Santa Fe, Argentina, è il giovane Mauricio, 13 anni, che però a quell’ora dorme. A Bielsa non servono però test particolari, è sufficiente farlo alzare dal letto per vedere le gambe del giovane. Improvvisa scocca la scintilla, e Bielsa noterà col tempo che oltre alle gambe c’è di più: testa e cuore.

Quello che a breve diventerà il Loco è in giro per l’Argentina a scovare talenti per il suo Newell’s Old Boys. Mauricio Pochettino sarà uno di questi, uno dei più importanti, e comandando la difesa della squadra vincerà un paio di campionati, al principio degli anni Novanta, naturalmente guidato in panchina da Marcelo Bielsa, che in quel momento diventa idolo Leproso, tanto che a lui dedicheranno lo stadio del club rosarino.

È ovvio che il tecnico che più mi ha plasmato è stato Marcelo Bielsa. Nessuno sarà mai come lui, anche se quando giochi per lui non puoi non condividere la sua filosofia e la sua estetica del gioco.

Come allenatore, anche Pochettino sta mostrando di sapere lavorare alla grande, creandosi la possibilità di portare, in tre stagioni, il Tottenham tra le grandi della Premier League. E anche della Champions League, perché battere i bicampioni del Real Madrid certifica ottime prospettive di crescita per il resto della stagione degli Spurs, e lo svantaggio di due gol rimontato allo Juventus Stadium nell’andata degli ottavi di finale le conferma ulteriormente. Un gruppo (trascinato dai vari Alli, Eriksen, Kane), che in campionato ha portato per la prima volta dopo ben 22 stagioni il Tottenham davanti all’Arsenal, nella classifica del campionato: una questione parecchio sentita, nel nord di Londra.

Una scelta non facile per Pochettino, quella di arrivare nel calcio d’Oltremanica, riuscendo ad adattarcisi in fretta. Una scelta che nasce dal desiderio di confrontarsi coi più grandi, anni fa, dopo l’incontro con José Mourinho, che gli consiglia caldamente la terra d’Albione. Uno che da subito ha notato che il talento del rosarino era perfetto anche per la panchina. Ai tempi del Real Madrid, impressionato dalla capacità di sacrificarsi e dalle letture di gioco di José María Callejón, il portoghese afferma:

Non è sorprendente, è normale: è stato allenato da un grande tecnico.

E il tecnico in questione, che nell’Espanyol ha fatto crescere quel giocatore che ammiriamo ora al Napoli, risponde al nome di Mauricio Roberto Pochettino Trossero. Si è svegliato presto quel mattino, per fortuna. E grazie, a nome degli appassionati di fútbol, a papà e mamma Pochettino, che hanno offerto quel caffè a Bielsa.

Credits
Foto ©LaPresse