Rafa Benítez, leader inquieto del Newcastle United

Le parole possono tradire, ma il volto quasi mai. Inarca il sopracciglio, contrae leggermente i muscoli e poi tira fuori la verità. E per Rafael Benítez Maudes, per tutti Rafa, la stagione del Newcastle United, appena iniziata, è “frustrante“.
La vittoria di fine agosto contro il West Ham United, 3-0 in casa prima della sosta del campionato, è stata soltanto un antidolorifico. Il malessere, del tecnico madrileño in primis e anche della rosa che deve gestire, rimane. Dopo aver riportato le Magpies in Premier League, vincendo il campionato di Championship, Benítez si aspettava di avere una squadra rafforzata dalla campagna acquisti. Non certo per insidiare le big del campionato (“Il mio compito è porre degli obbiettivi realistici”, aveva detto lo stesso tecnico, subito dopo la promozione), ma per offrire uno spettacolo degno del pubblico del Newcastle.

E invece, più che dai nuovi innesti, l’estate di Benítez è stata costellata dalle occasioni mancate.

O dagli affari fatti, ma svaniti all’ultimo minuto. Il Chelsea, per esempio, ha scelto di dare in prestito il 19enne attaccante Tammy Abraham allo Swansea, mentre Willy Caballero ha preferito andare a fare il secondo a Stamford Bridge, piuttosto che trasferirsi nel Tyne and Wear.

Neanche l’ultimo, frenetico, giorno di mercato (il 31 agosto) ha portato i rinforzi desiderati. Anzi, paradossalmente, il club ha finito per indebolirsi cedendo il portiere Tim Krul ad un’altra neo-promossa, il Brighton.

Non voglio mentire, avevamo degli obiettivi ma non siamo riusciti a raggiungerli, per vari motivi. E questo non mi ha fatto molto contento,

aveva detto Benítez intervistato da Alan Shearer, leggenda vivente del Newcastle, già a metà agosto.
Un copione già visto per il “Re di coppe” (tra trofei nazionali e internazionali ne ha vinte ben dieci, sino ad ora). Quando allenava l’Inter, subito dopo la finale del Mondiale per Club 2010 vinta contro il Mazembe, si lamentò per la mancanza di acquisti da parte dell’allora presidente Moratti. I nerazzurri e Rafa si separarono prima di farsi gli auguri di Natale.
L’inizio altalenante della squadra ha dato ragione all’allenatore. Nelle prime otto partite di Premier League sono arrivati appena undici punti, frutto di tre vittorie, due pareggi e tre sconfitte. Un inizio con alti, come il 3-0 dominato contro il West Ham, o bassi come i k.o. con le neopromosse Huddersfield Town e Brighton Hove & Albion. In mezzo prestazioni di buona personalità come quella in casa con il Liverpool di Klopp.

La tifoseria dei Toons, che per ogni partita potrebbe riempire St James’ Park per tre volte la sua capienza, tanta è la passione per il football in quest’angolo del Regno Unito, continua ad assistere con scetticismo. Col timore che, se Benítez dovesse averne abbastanza, potrebbe clamorosamente lasciare il progetto al quale si era legato meno di un anno e mezzo fa.

Se Rafa dovesse andare via, che l’ultimo spenga le luci. Avremo gettato al vento un’opportunità d’oro.

Parola di Martyn Hardy, tifoso del Newcastle e autore di Rafa’s Way, apologia dell’avventura di Benítez nel nord-est. I tifosi infatti sono tutti dalla parte del tecnico, riconoscendogli di aver ricostruito, e in fretta, sulle macerie. “Quando è arrivato eravamo in una situazione disperata. Lo spogliatoio era spaccato e molti giocatori volevano andarsene”, continua Hardy.
Ma per molti l’inizio dei problemi del Newcastle ha una data precisa: 23 Maggio 2007. Mike Ashley, milionario proprietario di un’impresa di articoli sportivi, inizia la scalata che presto lo porterà a diventare l’azionista di maggioranza del club. Inizialmente popolare tra i supporters, ai quali spesso offriva da bere al pub prima del calcio d’inizio, il presidente perde presto la bussola, litigando con gli allenatori (tra questi Keegan e Shearer) e ribattezzando, fortunatamente solo per una stagione, lo stadio di St James’ Park con il nome della sua impresa, la Sports Direct.

Il futuro del club è ancora tutto da scrivere. Il 16 ottobre 2017 Ashley ha annunciato che la società è in vendita. Investitori cinesi sarebbero stati pronti a rilevare in passato, ma il patron chiedeva almeno 500 milioni di sterline, forte della nuova ripartizione dei diritti televisivi (circa 100 milioni) e del valore aggiunto, cioè proprio Rafael Benítez.

Dovrebbe smetterla di lamentarsi e allenare i giocatori che ha disposizione,

ha criticato Joey Barton, ex (non rimpianto) del Newcastle. Ma Rafa non è uno che si accontenta. Piuttosto che il bicchiere mezzo pieno, forse, preferisce lasciare una panchina vuota.

Foto copertina e articolo ©LaPresse