Shkëndija, il prossimo avversario del Milan in Europa League

È il 1994 quando viene scattata questa fotografia. Lo Shkëndija è pronto ad affrontare il KF Fortuna di Skopje, che poi sconfiggerà per 5-1 approdando così per la prima volta nella Serie B macedone.

Nulla di strano fino a qui se non fosse per le maglie utilizzate dai rossoneri in quell’occasione e per tutta la stagione 1993/1994: identiche – per modello, sponsor tecnico, sponsor commerciale e ovviamente colori – a quelle utilizzate dal Milan campione d’Europa di Fabio Capello nella stessa annata. Un segnale premonitore verrebbe da definirlo oggi, visto che proprio Shkëndija e Milan si affronteranno nell’ultimo turno preliminare dell’Europa League 2017/2018. Un appuntamento con la storia per il club della città di Tetovo, che attraverso il calcio sta cercando di riscattare la propria di storia tormentata e segnata dalle lotte per il riconoscimento.

Lo Shkëndija nasce nel 1979 da un gruppo di intellettuali di etnia albanese con l’intento di creare una polisportiva che permettesse ai tanti giovani albanesi presenti nella zona nord-ovest della Macedonia di “sentirsi a casa”. Non è un caso la scelta dei colori sociali, rosso e nero, gli stessi della bandiera albanese. Un’impresa (quella di creare questa polisportiva) quasi impossibile per l’epoca, visto che tra Albania e Jugoslavia (di cui per l’appunto la Macedonia faceva parte) non scorreva buon sangue, per usare un eufemismo. L’avventura della neonata società, infatti, dura inizialmente soltanto un paio d’anni.
Con la rivolta nel 1981 della popolazione macedone di etnia albanese – la quale chiedeva gli stessi diritti delle altre nazioni appartenenti alla Jugoslavia – il clima diventa sempre più ostile; con l’accusa di nazionalismo, le autorità jugoslave mettono ai margini del panorama socio-culturale l’etnia albanese, cancellando anche tutte le associazioni sportive e non che avevano come punto di riferimento il paese delle aquile. Tra cui, ovviamente, anche lo Shkëndija.

Ma perché a Tetovo c’è una così forte presenza albanese?

La risposta è insita nella storia della città. Fin dall’antichità la regione è abitata dagli illiri, storici antenati degli albanesi, ma è nel Medioevo che si assiste al primo e vero momento di appartenenza albanese. Al termine della ribellione guidata da Scanderbeg contro l’impero Ottomano, Tetovo viene riconosciuta per la prima volta come territorio di etnia albanese, anche se ancora non esisteva una vera e propria nazione albanese. Con il passare degli anni tornerà nuovamente in mano all’impero ottomano fino alla caduta dell’impero stesso, quando Tetovo, dopo un’altra breve “parentesi albanese”, passerà prima al Regno di Serbia con il nome di “Serbia del Sud” e poi alla Jugoslavia.
La situazione cambia nuovamente durante la seconda guerra mondiale, a causa dell’idea di “Grande Albania” sponsorizzata da Hitler e Mussolini con tutti i territori di etnia albanese (Albania, Kosovo, Macedonia occidentale e Montenegro meridionale) riuniti sotto un’unica bandiera. L’esperimento dura poco e, al termine della guerra, la Macedonia, e di conseguenza anche Tetovo, tornano in mano alla Jugoslavia fino agli inizi degli anni ’90.

Una storia difficile, come dicevamo, per la città e per il club. Una lenta risalita, per quest’ultimo, iniziata con la dissoluzione della Jugoslavia. Con l’indipendenza della Repubblica di Macedonia, la società rossonera può finalmente rinascere, nonostante alla regione macedone del nord-ovest venga negato il permesso di costituire un territorio indipendente sotto il nome di Ilirida. In questi anni inizia a formarsi anche la prima e storica tifoseria organizzata dello Shkëndija, i Ballistët (la tifoseria più famosa in Macedonia, da sempre vicina però alla Nazionale albanese). In tre anni, la squadra passa dalla terza alla prima divisione facendo immaginare di poter diventare ben presto una delle potenze del calcio macedone. Ma la strada, invece, è ancora lunghissima. Problemi politici – l’insurrezione della popolazione albanese nel 2001 porta la Federazione macedone a rispedire la squadra nei dilettanti, prima che l’intervento della UEFA li dirottasse soltanto in Serie B – ed economici fanno sì che i primi anni del XX secolo siano un saliscendi quasi continuo tra Serie A e Serie B per lo Shkëndija.

Il ritorno, questa volta definitivo, in Serie A nel 2010 è pirotecnico: i rossoneri si aggiudicano il campionato per la prima volta nella loro storia con una serie impressionante di 16 vittorie consecutive.

Nonostante la Supercoppa alzata al cielo l’anno successivo e l’esordio in Champions League, il club va incontro a una grave crisi finanziaria causata da una discutibile gestione economica di tutti gli introiti arrivati in quegli anni di successi. Talmente grave che al termine della stagione 2012/2013 lo Shkëndija sembra doversi sciogliere per sempre a fronte di un debito di 100.000 euro. L’unica ancora di salvezza sembra essere l’azienda internazionale Ecolog gestita dall’imprenditore tedesco, ma originario proprio di Tetovo, Lazim Destani. Grazie anche a una campagna di convincimento attuata dai Ballistët, il 31 Luglio 2013 Ecolog annuncia l’acquisizione della società di cui diventa anche principale sponsor (lo stadio prende il nome di Ecolog Arena).
Da qui in avanti sarà un continuo crescendo, anche se l’unico trofeo fino a questo momento rimane la Coppa di Macedonia della stagione 2015/2016. All’inizio della stagione successiva lo Shkëndija si renderà protagonista di una cavalcata straordinaria nei preliminari di Europa League che terminerà soltanto nel playoff contro il Gent, dopo aver eliminato Cracovia, Neftci Baku e Mlada Boleslav. Impresa riuscita agli uomini di Qatip Osmani anche in questa stagione, in cui ora, dopo aver eliminato il Dacia Chişinau, l’HJK Helsinki e il Trakai, dovranno superare l’ostacolo più difficile: il Milan di Vincenzo Montella.

COME GIOCA LO SHKËNDIJA?

Probabile XI:
Zahov; Todorovski, Bejtulai, Cuculi; Čeliković; Alimi; Totre; Radeski; Hasani; Abdurahimi; Ibraimi.

Sarà uno Shkëndija molto motivato e più esperto quello che il 17 agosto affronterà il Milan. I rossoneri macedoni sono guidati dalle loro due stelle, Ferhan Hasani e Besart Ibraimi, protagonisti con 8 reti (5 Ibraimi, 3 Hasani) nei primi tre turni preliminari di Europa League.
A prescindere dall’avversario, i macedoni scendono in campo sempre con una mentalità offensiva che si rispecchia nel modulo utilizzato, il 4-2-3-1. Il poker d’assi offensivo è l’elemento forte della squadra e potrà fare la differenza anche contro una difesa di livello come quella del Milan. Tra i pali il titolare è Kostadin Zahov, che un anno fa ha esordito in Nazionale maggiore contro l’Albania, non destando un’ottima impressione. È dotato di una buona agilità ma non è affidabilissimo, soprattutto nei momenti di maggiore pressione della partita. La difesa rappresenta il reparto più debole dello Shkëndija: con fisicità e corsa proveranno a limitare l’enorme differenza tecnica e la scarsa compattezza.

A centrocampo, invece, il giovane Ennur Totre sostituirà l’infortunato Stephan Vujčić. È un buon talento in prospettiva ma potrebbe risentire la pressione di giocare in uno stadio come San Siro, al contrario del ben più esperto compagno di reparto Alimi. L’attacco, come dicevamo, rappresenta il punto forte della squadra, anche se all’andata, causa squalifica, mancherà Stenio Junior, talentuoso brasiliano resosi già protagonista con due reti in questi primi tre turni preliminari. Un altro fattore importante sarà sicuramente il calore del pubblico di fede rossonera (macedone) che potrà stimolare – specie nella partita di ritorno a Skopje – gli uomini guidati da Qatip Osmani. Non è un caso, infatti, che dopo appena 24 ore dall’apertura dei botteghini erano stati venduti più di 10.000 biglietti.

L’attesa è tanta per un appuntamento con la storia sempre più vicino.

Foto copertina Shkëndija ©sportmedia.mk
Foto Shkëndija 1993/1994 ©calcio.fanpage.it
Foto Ballistet ©grid.mk
Foto Besart Ibraimi ©youtube
Foto Stadio Filip II ©evengingexpress.co.uk