Sunday gloomy Sunday

di Aniello Luciano (@AnielloLuciano)

Caro segretario generale della NFF,
a causa delle ricorrenti violazioni degli accordi firmati (contratto) con la presente tengo ad informarvi della mia decisione di interrompere la nostra collaborazione di lavoro iniziata nel luglio 2015.

Con questa lettera indirizzata alla Nigeria Football Federation, seguita da un tweet decisamente meno cordiale, Sunday Oliseh ha abbandonato la guida tecnica delle Super Aquile.
Momento di imbarazzo da parte del massimo organo amministrativo del calcio nella Repubblica africana che già un mese fa aveva chiesto pubblicamente scusa per il pessimo cammino nella CHAN disputata in Ruanda. Proprio in quell’occasione, il presidente Amaju Pinnick si era affrettato a indicare le qualificazioni a Russia 2018 e la prossima Coppa d’Africa come gli obiettivi principali.
Nel primo caso ci è voluto Moses Simon, attaccante esterno dei belgi del KAA Gent, per superare l’ostacolo chiamato Swaziland (2-0 a Port Harcourt, dopo il pareggio a reti bianche dell’andata), nel secondo non si è andati oltre lo 0-0 in Tanzania, quando all’orizzonte incombe l’Egitto di Cúper e Salah.


Poi le parole di Oliseh, come un fulmine a ciel sereno.
Colpito e affondato, anche perché i motivi dell’addio sono gli stessi che avevano spinto il suo predecessore, Stephen Keshi, a rassegnare le dimissioni: mancanza di supporto e pagamenti arretrati, inclusi benefits allo staff e ai calciatori.

La risposta della NFF non si è fatta mancare, repentina, dettagliata e tagliente.
Attraverso un comunicato stampa, sono stati messi sotto la lente i sette mesi di direzione tecnica di uno degli eroi di USA ’94: dalle mensilità (acconto trimestrale, cosa mai accaduta in precedenza) e dalle indennità di alloggio versate all’acquisto di un’automobile per muoversi indisturbato lungo tutto il territorio nigeriano, dai campi di allenamento e ai voli charter richiesti e messi a disposizione di Oliseh e della squadra all’acquisto di cibi e vivande non concordato con la NFF e sprecato, dalle relazioni tecniche non consegnate come richiesto al mancato ritorno con la squadra in Nigeria dopo la CHAN, dall’assenza durante le partite di campionato locale in qualità di visionatore, fino agli scontri con lo staff e alcuni giocatori, fra cui il portiere Enyeama, alle dimissioni non accompagnate, così come da contratto, con il consueto mese di preavviso.
Come si suol dire, accuse rispedite al mittente.


Al di là di come siano andate veramente le cose e tenendo conto delle solite malelingue (qualcuno ha parlato di risentimento da parte del tecnico per l’approccio, vero o presunto che sia, della Federazione calcistica nigeriana a Renard), non si è trattato di un divorzio consensuale.
E, a volere essere onesti, nemmeno un rapporto fatto di rose e fiori, anche con i tifosi.
Di recente Oliseh aveva risposto per le rime, con due video pubblicati su Youtube, alle pesanti critiche ricevute dopo l’eliminazione dalla African Nations Championship, disputato con un gruppo con un’età media decisamente bassa (18 elementi nati negli anni ’90), mal celando il malumore in un’intervista durante la #SMWLagos, la settimana di conferenze, workshop e incontri sui Social Media tenutasi nella capitale nigeriana.

Comunico con i miei giocatori attraverso i social media […] ma ho chiesto i filmati e le analisi dell’Egitto a luglio. Non ho ricevuto nulla.

Senza dimenticare, l’intervento del ministro dello sport nigeriano Solomon Dalung a difesa di Oliseh, dopo la decisione della NFF di licenziare Tijjani Babangida, vice allenatore della Nigeria, fondamentale per gli sviluppi recenti, anche solo per capire il rapporto, difficile, fra una Federazione in crisi e un Governo che eroga denaro col contagocce e secondi tempi propri.


Eppure è stato proprio l’ex centrocampista di Ajax, Borussia Dortmund e Juventus a riportare la discussione sui giusti binari, prima facendo pubblica ammenda (“Forse ho bisogno di lavorare sul mio temperamento”) e poi dichiarando amore per la propria terra:

Mi sento fortunato, felice ed eternamente grato per avere avuto l’onore di giocare, fare il capitano e dirigere questa grande Nazione, la Nigeria.

Un livello così alto di patriottismo che la NFF ha pareggiato nominando un quartetto alla guida delle Super Aquile: Samson Siasia, allenatore dell’U23 e già ct della Nazionale maggiore nel 2010-2011, sarà coadiuvato da Emmanuel Amuneke, ct dell’U17 con cui ha vinto il mondiale di categoria, dall’assistente Salisu Yusuf e Alloy Agu.
Quest’ultimi due, già alle dipendenze con Sunday Oliseh, faranno da ponte fra la vecchia e le nuova gestione.

Tre le parole chiave usate dalla NFF in un recente intervento: comprensione, sostegno e preghiere.

Visto il caos degli ultimi giorni e le difficoltà economiche in cui versa il Paese e di conseguenza la Federazione, serviranno tutte e in egual misura.

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Dear General Secretary of NFF,
due to incessant Violations of our signed agreement (Contract) I am hereby informing you of my decision to terminate our working collaboration signed in July 2015.

With this letter sent to Nigeria Football Federation, followed by a less pleasant tweet, Sunday Oliseh left the Super Eagles coach post.
A moment of embarrassment by the maximum administrative organ of the African republic that already one month ago apologized publicly for the awful CHAN performances in Rwanda. Right there, president Amaju Pinnick moved the task forward to the Russia 2018 qualifying games and to the next African Cup of Nations.
In the first case Moses Simon, offensive winger of Belgian outfit KAA Gent, solved the issue called Swaziland (2-0 in Port Harcourt, after a goalless draw at the first leg), in the second there was nothing more than a 0-0 in Tanzania, while at the horizon Cúper and Salah‘s Egypt appeared.


Then Oliseh’s words, out of the blue.
Hit and buried, also because the farewell reasons are the same that brought his predecessor, Stephen Keshi, towards resignation: a lack of support and overdue payables, staff and players’ benefits included.

The NFF answer suddenly arrived, detailed and pungent.
Through a press communicate, the seven months of one of the USA ’94 heroes’ technical guide went under a magnifying glass: from the wages (a three-monthly down payment, never happened before) to the accomodation allowances, a car was purchased to go undisturbed on the whole Nigerian land from the training facilities to the charter flights requested and always available for Oliseh and the team, to the purchase of foods and beverages not arranged with the NFF and wasted, from the technical relations delivered as asked after the missed team return after the CHAN, from the absence during domestic league games, to arguments with staff and some players between whom goal-keeper Enyeama, to the resignation not accompanied, as expected, by the usual monthly notice.
As it is said, the charges were sent back to the sender.

Beyond whatever happened and keeping an eye on the usual gossip talks (somebody talked about resentments by the coach because of an approach, true or alleged, by the Nigerian federation to Renard), it was not a consensual dissolution. And, being honest, there was not a great relationship between him and the supporters too.
Recently Oliseh directly answered, with two videos published on Youtube, to heavy critical voices after the African Nation Championship elimination, a cup challenged by Nigeria witha low age average (18 elements born in the Nineties), badly hiding his disappointment in an interview during the #SMWLagos, a week of conferences, workshops and Social Media meetings in the Nigerian capital city.

I communicate with my players on social media […] but I asked tech committee for videos and analysis of Egypt since July. Still haven’t got it.

Without forgetting the sports minister Solomon Dalung intervention defending Oliseh, after the NFF decision of sacking Tijjani Babangida, vice-coach of Nigeria, fundamental for the more recent developments, just to understand the difficult relationship between a Federation in crysis and a Government giving money in dribs and drabs.


Yet the former midfielder of Ajax, Borussia Dortmund and Juventus was the one who brought the discussion on the right path, firstly making public apologies (“Maybe my temperament is something I need to work on”) and then stating his love for his land:

I feel fortunate, blessed and eternally grateful for having the honor to play, captain and coach this great nation of ours, Nigeria.

A so-high level of patriotism that NFF had to appoint a four-men team leading the Super Eagles: Samson Siasia, U23 coach and already National team coach in 2010-2011, helped by Emmanuel Amuneke, U17 coach with whom he won that category world cup, and assistents Salisu Yusuf and Alloy Agu.
These last two men, already working with Sunday Oliseh, will be the real bridge between the old and the new management.

Between the key-words used by NFF in a recent intervention: comprehension, support and prayers.

After the last days’ chaos and the economic issues of the country and its Federation, these words will be useful in equal parts.