Uruguay U20, al Mondiale in Corea del Sud per conquistare il trofeo mancante

Due Olimpiadi (quando, per il calcio, contavano davvero), due Mondiali (compresa la partita più importante della storia del Gioco), 15 coppe America (record assoluto). Quel mistero gaudioso del calcio chiamato Uruguay, nel suo incredibile palmarès (controllate il numero di abitanti, sono sempre quei tre milioni) ha un solo vuoto: il Mondiale Under 20.

Nelle strade di Montevideo, dove in ogni bar, libreria e negozio si parla quasi esclusivamente di calcio e politica, pensano sia arrivato il momento di riempirlo, quel vuoto.
Ora, di un Paese che ha proposto – peschiamo nel mazzo – Schiaffino, Varela, Francescoli, Forlán, Luis Suárez e compagnia, è complicato riconoscere quale sia stata la migliore generazione di sempre. Certo, quella attuale è davvero di enorme valore. A febbraio, questo gruppo ha conquistato il Campionato Sudamericano Sub 20 (seguito dal vivo da noi di MondoFutbol, in Ecuador) in una maniera netta, chiara, giocando da vera squadra. Tanto che veniva quasi da pensare che il gruppo del CT Coito esaltasse le individualità e non viceversa, come capita sovente nelle selezioni giovanili.

L’Uruguay, almeno in Ecuador, è stata una grande squadra.

In Corea del Sud si presenta come una delle favorite, anche perché porta in Asia sostanzialmente tutto quel gruppo vincente. Ci sarà, dopo un tira e molla pieno di polemiche sotterranee, anche il centrocampista acquistato dalla Juventus Rodrigo Bentancur: il Boca Juniors lo ha liberato, anche se dal 15 maggio, solo cinque giorni prima dell’inizio. Coito ha sempre proposto, davanti all’ottimo portiere Santiago Mele (passaporto comunitario, segnare) la linea a quattro dietro, diretta dal centrale del Nacional Agustín Rogel, con quasi certamente José Luis Rodríguez a destra e Olivera a sinistra. Ha invece variato un po’ dalla metacampo in su, anche per la capacità di quasi tutti gli elementi di giocare in diverse posizioni del campo. Peraltro, insieme alla coppia d’oro in mezzo BentancurBenavídez, e all’opzione Waller, in Corea ci sarà anche la possibilità di inserire Federico Valverde di proprietà del Real Madrid dove, sotto la gestione di Santiago Solari, si è trasformato da trequartista in centrale di centrocampo.

Risolta la questione di Rodrigo Amaral. Il capitano, uno dei leader del Sudamericano Sub 20 vinto a Quito, ci sarà, nonostante avesse scelto, insieme al suo procuratore, di prendere una pausa dalla stagione agonistica e di farsi affiancare da un allenatore personale per cercare di ovviare al suo cronico problema di peso (sul sinistro, nessuno ha mai discusso: una favola). Una certezza in più per Coito: anche se si è raramente visto in campo col Nacional, era troppo importante l’apporto, tecnico e psicologico, all’interno del gruppo, per mettere Rodrigo, uno dei pupilli di MondoFutbol, fuori dalla rosa. Davanti, col 9, oltre alla qualità di De La Cruz, si daranno il cambio Joaquín Ardaiz e Nicolás Schiappacasse, che forse, tra i ragazzi più attesi in Ecuador, è quello che meno ha persuaso. Serviranno probabilmente anche i suoi gol per arrivare a completare una bacheca che quasi tutte le federazioni del mondo invidiano.

Perché como el Uruguay, no hay. Ricordiamocelo bene, anche in Corea del Sud, in questo maggio.

 

Foto di copertina ©MundoDeportivo
Foto Rodrigo Amaral ©lr21.com.uy
Foto squadra ©teledoce.com